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Studi di settore: approvati i nuovi modelli per il periodo d’imposta 2016

DICHIARAZIONI
03.02.2017

Approvati 193 modelli (50 per il settore della manifatture, 53 per il settore dei servizi, 24 per i professionisti, 66 per il settore commercio), per l’annualità 2016, all’insegna della semplificazione, risultando più snelli e con meno dati da inserire (Agenzia Entrate – provvedimento 31 gennaio 2017, n. 22485).

I modelli devono essere presentati dai contribuenti, cui si applicano gli studi di settore che, nel periodo d’imposta 2016, hanno esercitato in via prevalente una delle attività economiche nei diversi settori per le quali risultano approvati gli studi di settore.
I modelli sono disponibili gratuitamente dall’Agenzia delle Entrate e possono essere utilizzati prelevandoli dal sito Internet www.agenziaentrate.gov.it. I medesimi modelli possono altresì essere prelevati da altri siti Internet a condizione che gli stessi rispettino le caratteristiche tecniche previste.
La trasmissione avviene telematicamente, unitamente alla dichiarazione dei redditi, e può essere effettuata direttamente, attraverso il servizio telematico Entratel o Fisconline, ovvero per il tramite di intermediari incaricati.


Tra le diverse novità inserite per quest’anno, è proseguito il processo di omogeneizzazione delle informazioni presenti nei quadri A (Personale addetto all’attività) dei diversi studi. In particolare, per l’annualità 2016 sono state predisposte due sole strutture di quadro A:
– una per le attività esercitate in forma di impresa;
– una per le attività esercitate in forma di lavoro autonomo.



Ricompresi, inoltre, a partire da quest’anno anche l’eventualità degli eventi sismici che possono alterare l’attività economica; in altre parole, i soggetti interessati dagli eventi sismici del 2016, possono invocare la causa di esclusione dell’applicazione degli studi legata al “periodo di non normale svolgimento dell’attività”.



Negli studi di settore trovano anche spazio i voucher: infatti, nelle istruzioni relative al quadro A, è stato precisato che i prestatori di lavoro accessorio remunerati a voucher sono da riportare, rispettivamente, per le imprese, nel rigo A02 (Dipendenti a tempo parziale, assunti con contratto di lavoro intermittente, di lavoro ripartito, con contratto di inserimento, a termine, lavoranti a domicilio, personale con contratto di somministrazione di lavoro) e per il lavoro autonomo, nel rigo A02 (Dipendenti a tempo parziale, assunti con contratto di inserimento, a termine, di lavoro intermittente, di lavoro ripartito, personale con contratto di somministrazione di lavoro).








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