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Come regolarizzare gli acquisti senza IVA oltre il “plafond”

DICHIARAZIONI
07.02.2017

Gli esportatori abituali possono effettuare acquisti senza applicazione dell’IVA entro un determinato limite annuale (cd. “plafond”). L’Agenzia delle Entrate, con la Risoluzione n. 16/E del 6 febbraio 2017, fornisce chiarimenti sulle modalità per regolarizzare eventuali acquisti senza IVA oltre il plafond disponibile (cd. “splafonamento”).


REGIME DEL “PLAFOND”



I soggetti che effettuano abitualmente operazioni internazionali (esportatori abituali) possono beneficiare del regime agevolato che gli consente di acquistare o importare beni e servizi senza applicazione dell’Iva, entro un determinato limite annuale (plafond).
Qualora siano effettuate operazioni senza addebito dell’imposta oltre il limite del plafond disponibile, l’esportatore abituale è soggetto alla sanzione dal 100% al 200% dell’imposta non applicata dal cedente/prestatore, oltre al recupero dell’imposta non assolta e degli interessi.
In tal caso, viene esclusa la responsabilità del cedente/prestatore solo se, oltre ad aver ricevuto la lettera d’intento, corredata della ricevuta di presentazione da parte dell’esportatore abituale all’Agenzia delle Entrate, prima di porre in essere le operazioni, ne riscontri telematicamente l’avvenuta presentazione.


 



REGOLARIZZAZIONE DELLO SPLAFONAMENTO



L’Agenzia delle Entrate chiarisce che nell’ipotesi di acquisti senza addebito dell’imposta oltre il limite del plafond disponibile, la violazione può essere regolarizzata dall’esportatore con tre differenti modalità:
a) richiesta al cedente/prestatore di emissione delle note di variazione IVA in aumento;
b) emissione di autofattura e versamento diretto dell’imposta, delle sanzioni e degli interessi;
c) assolvimento dell’imposta, comprensiva degli interessi, in sede di liquidazione periodica.
In ogni caso, ricorrendo le condizioni e i termini previsti dalla normativa, è possibile applicare l’istituto del ravvedimento operoso beneficiando delle sanzioni in misura ridotta.


 


NOTA DI VARIAZIONE IVA



L’esportatore abituale ha la possibilità di regolarizzare la violazione richiedendo al cedente/prestatore l’emissione di una nota di variazione in aumento dell’IVA non addebitata.
Si tratta di un apposito documento che deve essere adottato, in relazione al maggiore ammontare, tutte le volte che successivamente all’emissione della fattura o alla registrazione l’ammontare imponibile di un’operazione o quello della relativa imposta viene ad aumentare per qualsiasi motivo, compresa la rettifica di inesattezze della fatturazione o della registrazione.
In tal caso, comunque, resta a carico dell’esportatore il pagamento degli interessi e delle sanzioni, anche tramite l’istituto del ravvedimento operoso.


 


AUTOFATTURA CON VERSAMENTO DIRETTO



Con tale modalità l’esportatore può regolarizzare la violazione procedendo all’emissione di un’autofattura, in duplice esemplare, contente gli estremi identificativi di ciascun fornitore, il numero progressivo delle fatture ricevute, l’ammontare eccedente il plafond e l’imposta che avrebbe dovuto essere applicata.
L’imposta ed i relativi interessi devono essere versati direttamente dall’esportatore, oltre alle sanzioni, anche tramite l’istituto del ravvedimento operoso.
L’autofattura deve essere annotata nel registro degli acquisti e una copia della stessa deve essere presentata al competente ufficio dell’Agenzia delle Entrate.
Quindi, nella dichiarazione IVA annuale deve essere indicata una posta a debito pari all’IVA assolta, al fine di evitare una doppia detrazione.


 


AUTOFATTURA CON ANNOTAZIONE DELL’IVA NELLA LIQUIDAZIONE PERIODICA



Tale modalità può essere adottata solo nell’ipotesi di regolarizzazione entro il 31 dicembre dell’anno di splafonamento.
Anche in tal caso l’esportatore abituale deve procedere all’emissione di un’autofattura, in duplice esemplare, contente gli estremi identificativi di ciascun fornitore, il numero progressivo delle fatture ricevute, l’ammontare eccedente il plafond e l’imposta che avrebbe dovuto essere applicata.
L’assolvimento dell’IVA, però, è effettuata in sede di liquidazione periodica, mediante annotazione (entro il 31 dicembre del medesimo anno), della maggiore imposta e dei relativi interessi nel registro IVA delle vendite, nonché annotazione dell’autofattura anche nel registro Iva degli acquisti.
La sanzione, invece, deve essere versata direttamente dall’esportatore abituale, con possibilità di applicare l’istituto del ravvedimento operoso.
Una copia dell’autofattura deve essere presentata al competente ufficio dell’Agenzia delle Entrate.


 


PRESENTAZIONE DELL’AUTOFATTURA ALL’UFFICIO



In merito alla presentazione dell’autofattura al competente ufficio, l’Agenzia delle Entrate precisa, che tale adempimento costituisce l’atto finale della procedura di regolarizzazione, e che può essere assolto anche in un momento successivo alla liquidazione/versamento dell’imposta, e al conseguente esercizio del diritto alla detrazione mediante annotazione dell’autofattura nel registro degli acquisiti, purché la consegna avvenga entro il termine di presentazione della dichiarazione IVA nella quale sono riepilogati i risultati delle singole liquidazioni periodiche ed è determinata l’imposta a debito o a credito relativa all’anno in cui la violazione è stata regolarizzata.
In tale modo, infatti, viene consentita l’attività di controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate della posizione del cessionario, autore della violazione, senza alcuna conseguenza sulla posizione del cedente.








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