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Contratti di solidarietà difensivi e aumenti retributivi

DICHIARAZIONI
08.02.2017

Gli aumenti retributivi fissati da accordi aziendali stipulati nel corso dei 6 mesi precedenti la stipula del contratto di solidarietà, ovvero nel corso della durata del predetto contratto di solidarietà, non vanno assunti a riferimento ai fini del calcolo dell’importo del trattamento di integrazione salariale e della determinazione della retribuzione persa, da utilizzare per l’accredito della contribuzione figurativa e per il calcolo del contributo addizionale


Come noto, hanno accesso al trattamento di integrazione salariale straordinario a seguito della stipula di contratti di solidarietà, i lavoratori dipendenti di aziende le quali abbiano sottoscritto contratti collettivi aziendali stipulati con le RSA delle associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale ovvero con la RSU, che stabiliscano una riduzione dell’orario di lavoro al fine di evitare, in tutto o in parte, la riduzione o la dichiarazione di esubero del personale anche attraverso un suo più razionale impiego. Il contratto di solidarietà non è ammesso per i rapporti di lavoro a tempo determinato instaurati al fine di soddisfare le esigenze di attività produttive soggette a fenomeni di natura stagionale; per i dipendenti con rapporto di lavoro part-time, invece, è ammissibile l’applicazione dell’ulteriore riduzione di orario, ma solo qualora sia dimostrato il carattere strutturale del part-time nella preesistente organizzazione del lavoro.
Gli aumenti retributivi fissati da accordi aziendali stipulati nel corso dei 6 mesi precedenti la stipula del contratto di solidarietà, ovvero nel corso della durata del predetto contratto di solidarietà, non vanno assunti a riferimento ai fini del calcolo dell’importo del trattamento di integrazione salariale e della determinazione della retribuzione persa, da utilizzare per l’accredito della contribuzione figurativa e per il calcolo del contributo addizionale.
Sul piano operativo, allo scopo di rilevare la ricorrenza dei predetti aumenti retributivi, in relazione ai flussi Uniemens a partire dal mese in cui si registrano gli eventi Cigs e per tutto il periodo dell’autorizzazione, le aziende devono riportare la misura mensile dei predetti aumenti retributivi valorizzando nella sezione “DenunciaIndividuale”, “DatiRetributivi”, l’elemento “AumRetrCIGS”. Il valore indicato costituisce una parte del valore indicato nell’elemento “RetribTeorica” e va determinato sulla base di regole analoghe, sicché vanno escluse:
– le quote di retribuzione ultramensili;
– i premi di produzione, i compensi dovuti per ferie e festività non godute, i compensi relativi a periodi precedenti, nonché quelli legati all’effettivo svolgimento della prestazione lavorativa (ad esempio, per lavoro straordinario).
In tutti i casi in cui ricorrono gli aumenti retributivi citati, il datore di lavoro è tenuto a valorizzare l’elemento “AumRetrCIGS” e a sottrarre il valore ivi indicato dall’importo della “RetribTeorica” per ogni mese. In sede di prima applicazione, l’implementazione del sistema Uniemens è fissata a partire dalle denunce di competenza del mese di maggio 2017.








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